Terre Colte al Villaggio Coldiretti: agricoltura e inclusione

Pubblicato il 8 ottobre 2019

Anche Enel Cuore protagonista al Villaggio Coldiretti, l’evento organizzato dalla più importante associazione italiana ed europea di imprenditori agricoli con un obiettivo di grande portata: approfondire non solo gli aspetti economici legati al cibo ma anche quelli culturali, particolarmente sentiti in Italia e rivendicati con giusto orgoglio. L’evento, che ha coinvolto cittadini, istituzioni locali e nazionali, università, associazioni e aziende, si è articolato in percorsi, laboratori del cibo, fattorie didattiche, mercati, show cooking, orti, giardini e tanto altro. Dopo il primo appuntamento di luglio a Milano, è stata la volta di Bologna, dal 27 al 29 settembre.

Il rinnovato sostegno alla manifestazione testimonia l’impegno di Enel nella promozione dell’agricoltura sostenibile, della filiera agroalimentare italiana con i suoi risvolti culturali e nella valorizzazione delle iniziative di solidarietà portate avanti da Enel Cuore che era presente con un proprio spazio al Villaggio.

A Bologna abbiamo portato il progetto Terre Colte, avviato nel 2017 in collaborazione con Fondazione CON IL SUD per il recupero di territori incolti o abbandonati nel Meridione.

Inclusione sociale e sviluppo: un finanziamento da 3 milioni di euro grazie al quale la produzione agricola è rinata in 100 ettari di terreni in 5 Regioni, consentendo anche il reintegro lavorativo di 180 persone, molte delle quali in condizione di indigenza sociale.

Allo stand erano presenti i prodotti di uno dei beneficiari del bando, la fondazione DIV.ERGO, che nella provincia di Lecce ha realizzato il progetto Utilità marginale in collaborazione con l’Università di Bari, la cooperativa sociale Filodolio, l’associazione di volontariato C.A.Sa., Èspero (spin off dell’Università del Salento), l’azienda agricola Pezzuto – Zafferano del Salento e la CIA Lecce.

Nell’ambito di questa attività, circa 4 ettari di campi abbandonati sono stati coltivati a topinambur, zafferano, legumi e ortaggi, con il pieno coinvolgimento delle comunità locali: è stato organizzato un percorso di formazione rivolto a giovani con disabilità intellettiva – alcuni dei quali sono stati assunti – che sono i destinatari diretti del programma di agricoltura solidale; altri corsi di formazione hanno coinvolto giovani e giovanissimi (studenti delle scuole secondarie superiori), mentre altri ragazzi hanno partecipato come volontari.

Il progetto, che sta concludendo il suo primo anno, ha già dato i primi frutti, presentati proprio a Bologna da Alessandro Negro, presidente della cooperativa Filodolio, capofila del progetto: “Germogli di bietola, rucola e ravanello, coltivati in mini-serre con tecniche innovative; sono ricchi di proprietà nutrizionali e caratterizzati da un gusto concentrato, e per questo destinati in particolare al mercato della cucina gourmet. E a breve inizierà la raccolta dello zafferano”.

Una delle finalità di Utilità marginale, inoltre, è la diffusione della cultura agricola, attraverso una serie di eventi di sensibilizzazione sul progetto e due cicli di incontri gratuiti sulla biodiversità pugliese, l’agricoltura sociale e le politiche europee e regionali; al termine del progetto si terrà inoltre un convegno sull’agricoltura sociale e l’integrazione lavorativa di soggetti con disabilità. In questa ottica “la presenza allo stand di Enel Cuore è stata molto importante per noi”, ha commentato Negro: “Il Villaggio Coldiretti è un evento molto partecipato che ha offerto grande visibilità al nostro progetto e in generale alle iniziative solidali di Enel Cuore”.

Infine, sono state organizzate visite turistiche alla scoperta del mondo agricolo salentino e della sua storia. “Abbiamo coinvolto nella raccolta anche persone esterne al progetto, per avvicinarle all’agricoltura solidale e al contatto con la terra”, ha spiegato Negro. A conferma che l’agricoltura e il cibo sono parte integrante della nostra cultura e della nostra identità.