Un’oasi di solidarietà per chi vive in strada

Pubblicato il 15 giugno 2021

Un esempio concreto di sinergia tra pubblico, privato e terzo settore: il nuovo centro diurno per senza fissa dimora di Caritas Ambrosiana nasce per dare una riposta efficace e innovativa alle fragilità sociali.

Inaugurato martedì 15 giugno sotto i binari della Stazione Centrale di Milano, in via Sammartini 116, il centro polifunzionale “Antonio Bassanini e Alessandra Tremontani” è stato reso possibile dalla collaborazione tra Caritas Ambrosiana, Rete Ferroviaria Italiana Gruppo FS Italiane, Enel Cuore, Fondazione Cariplo e la famiglia Bassanini.

Il nuovo servizio offrirà alle persone senza dimora la possibilità di prendersi una pausa dalle fatiche della vita di strada. Vi potranno accedere gli ospiti del Rifugio Caritas, l’ostello per senzatetto che sorge proprio accanto, ma anche le persone gravemente emarginate, senza distinzione di sesso o nazionalità, che vogliono trascorrere qualche ora della giornata in un ambiente confortevole e in un clima di serenità.

“Da un punto di vista laico, i clochard andrebbero considerati per quello che sono: cittadini. Creare oasi di solidarietà e accoglierli è un dovere per una città” ha dichiarato Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana.

Un appello che abbiamo raccolto sostenendo il progetto che offrirà servizi essenziali ai senza tetto: “La realizzazione del nuovo centro diurno della Caritas Ambrosiana è un esempio concreto di cosa sia possibile fare quando terzo settore, istituzioni pubbliche e aziende private uniscono le forze per dare una riposta efficace e innovativa alle fragilità sociali” ha dichiarato Michele Crisostomo, presidente di Enel e di Enel Cuore. “Il nuovo centro è pensato non solo per dare sostegno materiale a chi è in difficoltà, ma per romperne l’isolamento, in modo che, attraverso l’inclusione e la partecipazione, si riaccenda la dignità della persona. Enel Cuore è impegnata a far sì che iniziative come questa siano sempre più diffuse sul territorio. Nel ripartire dopo i lunghi mesi della pandemia non possiamo perdere di vista la centralità delle persone, di tutte le persone, consapevoli che la ripartenza sarà piena solo se saremo capaci di riallacciare i fili spezzati della socialità proprio dove il disagio economico e sociale colpisce di più”.

Il centro, grande quasi 400 metri quadrati, è stato realizzato all’interno di un tunnel ferroviario adibito a magazzino e poi dismesso. I lavori di ristrutturazione hanno reso possibile la creazione di ambienti destinati a diverse attività. Sotto il soffitto a volta della struttura originaria si sviluppano due grandi sale polifunzionali, dalle quali si accede alla sala ristoro, alla lavanderia, ai bagni e agli uffici. Gli ospiti potranno venirci a prendere la colazione, fare la doccia, lavare i vestiti e stirarli. Ma avranno anche l’opportunità di fermarsi a leggere il giornale, vedere un film, partecipare a uno dei tanti laboratori che saranno proposti: teatro, ceramica, informatica.

Prendersi cura di sé, dall’igiene all’alimentazione, e riconquistare spazi di vita normale saranno gli obiettivi prioritari di questo luogo, poiché ritrovare fiducia in sé stessi, scandire la giornata secondo orari regolari, riscoprire le proprie competenze sono il presupposto per ogni percorso di reinserimento nella società e nel mondo del lavoro. A gestire il servizio sarà un’equipe di 5 operatori part-time e un gruppo di volontari.

Ma il centro sarà aperto all’intera città e potrà ospitare anche attività degli abitanti del quartiere, in particolare per gli anziani. Un primo segno di questa apertura è la decisione di trasferire nel nuovo centro la sede di Radio Piazzetta, la web-radio di chi vive in strada. In un locale è già stato allestito lo studio di registrazione a disposizione dei redattori per il loro programma settimanale: uno spazio di autoespressione ma anche di servizio per le persone emarginate, durante il quale gli stessi senza dimora si scambiano informazioni su mense, dormitori e opportunità offerte dalla città.