Fare Scuola, un ponte tra le culture

Pubblicato giovedì, 9 gennaio 2020

“È stata un'esperienza bella, nata per caso. Un’esperienza forte per i nostri alunni che hanno dimostrato una grande apertura mentale, una grande disponibilità a conoscere l'altro e a fare esperienza di apprendimento insieme”

– Anna Occhipinti, maestra dell'Istituto Comprensivo Elio Vittorini

Nell’aprile del 2018 una quarantina di alunni della quarta e quinta elementare di Scicli vanno in gita a Verbania. Per la prima volta vedono i monti, il Lago Maggiore, fanno amicizia con i coetanei del Piemonte. Sono entusiasti dei nuovi compagni, di questa scuola con il giardino curato, del labirinto di tulipani, della mensa, dell'aula di inglese e de LABolla, il laboratorio scientifico sul cibo progettato nell’ambito di Fare Scuola.

Le amicizie nate in Piemonte si rinsaldano quando, il mese successivo, i bambini di Verbania, una ventina, ricambiano la visita facendo il percorso inverso in direzione di Scicli. Restano tre giorni: si innamorano della Sicilia, delle arancine al ragù, dei pomodori coltivati in serra, della sede distaccata della scuola nel borgo marinaro di Sampieri, dove nel 2016 l'onda del progetto Fare Scuola ha depositato l'Atelier del Mare. Cos’è? Nel piazzale antistante l'edificio, a due passi dalla spiaggia e dal molo dei pescatori, sono stati ricavati un campo di calcetto e un laboratorio dove si può “portare” il mare a scuola per osservarlo e analizzare un elemento alla volta: tuberi, pigne, ciottoli, conchiglie, alghe, plastica, tutto ciò che i bambini riescono a raccogliere sulla riva. Nell'Atelier ci sono armadi per riporre gli oggetti, tavoli pieghevoli per scoprire meglio i reperti collezionati sulla spiaggia, combinarli, creare storie e composizioni fantasiose.

Imparare sperimentando

“L'obiettivo era realizzare un ambiente innovativo dove i bambini potessero sperimentare e fare esperienze con i diversi materiali raccolti nell'ambiente marino e con strumenti tecnologici, dalle fotocamere digitali ai computer. Gli arredi colorati, tutti realizzati con materiali naturali, hanno dato alla scuola una visione più aperta, dinamica e fruibile per i bambini”, ha spiegato Occhipinti, che pur non insegnando a Sampieri, ha seguito il progetto fin dall'inizio.

La gita in Sicilia prosegue con visite e lezioni di esperti su ambiente, tradizioni e bellezze architettoniche del barocco di Scicli e dintorni. A rendere il tutto ancora più entusiasmante, il fatto che proprio in quei giorni in piazza e a Punta Secca, dove sorge la casa sulla spiaggia nota per la serie tv del “Commissario Montalbano”, sono in corso le riprese delle nuove puntate.

Grazie a questa esperienza, ricorda l’insegnante, “i nostri alunni hanno anche sviluppato una maggiore autonomia, affrontando un viaggio, allargando i rapporti di amicizia e mantenendoli dopo, a distanza. Anche le famiglie hanno apprezzato molto l'esperienza. Il progetto dell'Atelier del Mare è stato una grande opportunità per noi: sia per avere una scuola più bella, funzionale e attraente, sia per la formazione”.

Nuove opportunità

Dopo lo scambio con Verbania, a Scicli il progetto Fare Scuola è proseguito tra incertezze e nuove opportunità. “A Sampieri – racconta Occhipinti – nell'ultimo biennio c'è stato un ricambio di insegnanti che ha interrotto un po' questo percorso educativo, ma quest'anno è ripartito, grazie al trasferimento di una collega che viene dall'Emilia. Il dirigente l'ha subito mandata nel piccolo plesso con l'incarico di rimettere in moto l'Atelier: dopo un solo mese di scuola posso dire che la collega sta facendo grandissime cose. Ha ricostruito gli ambienti, i bambini hanno ripreso il metodo. Queste cose si realizzano se ci sono anche le risorse umane, se le insegnanti hanno questa apertura che non è sempre facile”.

Nel frattempo il seme piantato a Sampieri ha continuato a germogliare nel resto della scuola di Scicli. “Il progetto dell'Atelier ha prima dato la possibilità a due insegnanti di iniziare la formazione a Reggio Emilia e di partecipare ai corsi di aggiornamento in Italia. Dopo quell'esperienza abbiamo sensibilizzato la scuola, fatto conoscere questo modello educativo e adesso, oltre all'Atelier del Mare, stiamo cercando di iniziare diversi percorsi con questa metodologia, ovvero quella di imparare facendo ricerca, in diverse interclassi, con altre insegnanti e altri bambini del Vittorini”. È con questo obiettivo che anche altre colleghe di Scicli hanno iniziato la formazione a Reggio Emilia. “Vogliamo dare vita a un nuovo modello di fare scuola, creando ambienti in cui i bambini possano sperimentare, lavorare in gruppo, senza la cattedra e la classica lezione frontale, ma con isole di lavoro”.

Le ricadute sul territorio

Non solo. “Il progetto Fare Scuola – prosegue Occhipinti – è stato l'inizio di un percorso che ha permesso all'istituto di Scicli di partecipare a tante altre iniziative, come il progetto Abitare il paese in collaborazione con l'Ordine degli architetti, per fare conoscere questo metodo anche in altri contesti. Avere l'Atelier a Sampieri ci ha permesso di aprire sempre di più la scuola al territorio, anche con attività esterne con esperti che ci hanno aiutato a studiare in maniera più approfondita gli ambienti naturali, a capire i diversi tipi di coltivazioni, come funziona l'acquacoltura e come costruire un acquario. L’anno scorso, dopo la chiusura della scuola, a Sampieri abbiamo potuto realizzare con i ragazzi un campo residenziale di due settimane, perché lì abbiamo gli strumenti per potere fare laboratori con esperti di sport, ambiente, scienze”. Fare Scuola ha avuto ricadute importanti anche a livello sociale. “Sampieri è abitata principalmente da famiglie straniere che vengono da Albania, Tunisia, Marocco e che oggi, grazie al progetto, hanno maggiore possibilità di integrazione”.

Costruire la scuola ogni giorno

Nel solco del progetto Fare Scuola, gli interventi realizzati a Scicli e Verbania non si sono limitati al recupero strutturale, alla trasformazione di aule, laboratori didattici, cortili e giardini, ma sono stati accompagnati da un percorso formativo che ha coinvolto docenti, famiglie ed esperti pedagogisti per rispondere ai bisogni educativi dei bambini. Perché la scuola non è mai ferma ma viene costruita giorno dopo giorno, con il contributo di tutti. Solo così può diventare un presidio culturale e sociale della comunità d’appartenenza e, come nel caso di Scicli e Verbania, un ponte per unire territori e culture diverse.