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I nuovi EduLab del MAXXI, verso un’architettura dell’educazione

I nuovi EduLab del MAXXI, verso un’architettura dell’educazione

L’esperienza di Fare Scuola arriva al Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma: inaugurati due spazi didattici riconfigurati e valorizzati da Enel Cuore Onlus e Fondazione Reggio Children.

“Succede spesso che qui da noi accadano cose molto belle, ma una giornata con tanta valenza simbolica capita raramente”. Parola di Pietro Barrera, Segretario Generale della Fondazione MAXXI, il museo di Roma che ospita l’arte del Ventunesimo secolo nell’avveniristica cornice disegnata da Zaha Hadid. L’evento che ha ispirato le parole di Barrera è stato “F.A.R.E. Verso un’architettura dell’educazione”: l’inaugurazione, il 6 novembre, di due nuovi spazi didattici del museo, battezzati EduLab 1 ed EduLab 2. Gli ambienti, dove già da quindici anni si svolgevano laboratori educativi, sono stati riconfigurati e valorizzati da Enel Cuore Onlus e dalla Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, coinvolgendo lo studio di architettura Labics.

Per la prima volta il progetto Fare Scuola esce dagli edifici scolastici e sperimenta le potenzialità educative degli spazi museali, facendo nascere al MAXXI una bottega artigianale contemporanea. Gli spazi, ricavati su due diversi piani del museo, sono ambienti ampi e luminosi che incarnano l’idea di un luogo di apprendimento dove, a partire dalle mura, viene stimolato il dialogo fra arte, architettura e i princìpi della buona pedagogia. Grazie ai nuovi EduLab, completamente modulari e a disposizione delle scuole come laboratori di progettazione dove dare sfogo alla fantasia, il museo invita i visitatori più giovani a sentirsi parte attiva delle sue iniziative.

“Con i nuovi EduLab il MAXXI assegna ai giovani un ruolo di assoluta centralità” ha proseguito Barrera, riferendosi in particolare al laboratorio nella hall: “Un luogo trasparente, situato fra la biglietteria e gli ascensori, che non nasconde i ragazzi o i bambini, ma anzi, grazie alle pareti di vetro fa sì che ogni visitatore possa vedere cosa stanno facendo, e in questo modo li fa diventare il vero centro nevralgico del museo”.

“I nuovi ambienti del progetto F.A.R.E. favoriscono l’apprendimento dell’arte e dell’architettura del nostro secolo in modo innovativo, dando spazio alla creatività e all’interazione” ha commentato Patrizia Grieco, Presidente di Enel e di Enel Cuore.

Il giorno dell’inaugurazione, per esempio, gli EduLab si sono trasformati per alcune ore in due studi di architettura, dove alle scolaresche di un liceo romano è stata proposta la sfida “Curatori per un giorno”: dato un percorso espositivo vuoto (un’ala del MAXXI) e una serie di opere d’arte, ai ragazzi è stato chiesto di immaginare con creatività il tema di una mostra e il conseguente allestimento, per poi realizzarlo in un plastico.

“È un’iniziativa che rende l’educazione e i bambini protagonisti” ha ribadito Andrea Valcalda, consigliere delegato di Enel Cuore, durante la cerimonia di inaugurazione. “Del resto è la filosofia alla base di tutto il progetto Fare Scuola, con il quale abbiamo già toccato circa novanta scuole in tutta Italia, coinvolgendo oltre diecimila bambini ai quali è stata data la possibilità di imparare in spazi più belli, perché andare a scuola in un ambiente bello significa andarci più volentieri, dunque imparare meglio. E significa anche, dal nostro punto di vista, riportare la scuola al centro della comunità che la ospita: è successo in ciascuna delle strutture dove siamo intervenuti, che spesso erano molto degradate. Ma questo di oggi - ha proseguito Valcalda - è un passo ulteriore, perché portare i bambini e i ragazzi dentro un museo e avvicinarli all’arte vuol dire stimolare il loro senso civico e renderli cittadini migliori, capaci di apprezzare il bello, di rispettarlo e, laddove non ci sia, desiderosi di realizzarlo”.

E lavorare per una buona scuola non significa soltanto formare i cittadini del futuro, secondo Massimiliano Massimelli, responsabile della comunicazione di Fondazione Reggio Children: “I giovani, non importa quanto giovani, sono già i cittadini del presente, ed è fondamentale ascoltare il loro punto di vista su ciò che li circonda oggi e come vorrebbero che fosse, cosa che spesso non si fa abbastanza. Perché proprio la loro capacità di osservare il presente è quella forza che ci permette di costruire il futuro”.

Tutto ciò per Barrera è “uno straordinario salto in avanti che oggi siamo in grado di compiere, grazie a una squadra multidisciplinare composta di architetti, pedagoghi e membri dello staff di Reggio Children ed Enel Cuore che hanno dato vita a un meraviglioso modello di coprogettazione”.